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Il Magro : Il boss Mafioso Legato a Cosa Nostra ⇨ Documentario Italiano ⇦

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Matteo Messina Denaro (Castelvetrano, 26 aprile 1962) è un mafioso italiano, legato a Cosa Nostra. Era soprannominato U siccu («il magro») a causa della sua costituzione fisica ed è considerato tra i latitanti più ricercati al mondo. Capo e rappresentante indiscusso della mafia trapanese, risulta essere attualmente il boss più ricco e potente di tutta Cosa Nostra, arrivando ad esercitare il proprio potere ben oltre i confini della propria provincia, come Agrigento e addirittura Palermo. Per quanto tradizionalmente il potere assoluto dell'intera organizzazione non possa essere concentrato nelle mani di un padrino estraneo a Palermo e sebbene dopo l'arresto di Provenzano non vi siano più state prove di un'organizzazione piramidale di Cosa Nostra, alcuni inquirenti si sono esplicitamente riferiti al latitante trapanese come all'attuale capo assoluto.
Messina Denaro è figlio di Francesco Messina Denaro, capo della cosca di Castelvetrano e del relativo mandamento. Negli anni successivi il collaboratore di giustizia Baldassare Di Maggio dichiarerà che si trattava di «un giovane rampante, anche se non è già capo e suo padre gli ha dato un'ampia delega di rappresentanza del mandamento». Insieme al padre, Messina Denaro svolgeva l'occupazione di fattore presso le tenute agricole della famiglia D'Alì Staiti, già proprietari della Banca Sicula di Trapani (il più importante istituto bancario privato siciliano) e delle saline di Trapani e Marsala. Nel 1989 Messina Denaro venne denunciato per associazione mafiosa[6] mentre nel 1991 si rese responsabile dell'omicidio di Nicola Consales, proprietario di un albergo di Triscina che si era lamentato con la sua impiegata austriaca (che era anche l'amante di Messina Denaro) di «quei mafiosetti sempre tra i piedi».

Nel febbraio 1992 Messina Denaro fece parte di un gruppo di fuoco, composto da mafiosi di Brancaccio e della provincia di Trapani, che venne inviato a Roma per compiere appostamenti nei confronti camorra arresti, camorra saviano, gomorra 3, camorra camorra, camorra cutolo, camorra secondigliano, camorra casalesi, camorra sibillo, camorra pentiti, camorra mafia, camorra, camorra forcella, camorra napoli, camorra 2017, camorra oggi, camorra storia, camorra le iene, camorra canzone, camorra a napoli, camorra anni 80, camorra a scampia, camorra a roma, camorra a napoli le iene, camorra agguati, camorra arzano, camorra aversa, camorra a pianura, camorra blitz, camorra boss, camorra barese, camorra baby, camorra bagnoli, camorra barba, camorra bunker, camorra blu notte, camorra baby boss, camorra caserta, camorra capitale, camorra ciro, camorra clan, camorra donne, camorra di napoli, camorra droga, camorra documentario history, camorra diretta, camorra documentario, camorra di lauro, camorra doc, camorra ercolano, camorra e garibaldi, camorra e cosa nostra, camorra e bande criminali a napoli 1° parte film, gomorra episodi, camorra e bande criminali a napoli 1° parte, camorra e bande criminali a napoli, camorra e bande criminali a napoli 2° parte, camorra ercolano oggi, camorra film, camorra film completo, camorra film 2017, camorra fabio testi, camorra full movie, camorra film completo italiano, camorra film completo con fabio testi, camorra giugliano, camorra giugliano in campania, camorra giuglianese, camorra gli scissionisti, camorra grazzanise, camorra iene, camorra i boss, camorra in diretta, camorra in azione, camorra intervista, camorra il ragazzo di scampia, camorra italy, del presentatore televisivo Maurizio Costanzo e per uccidere Giovanni Falcone e il ministro Claudio Martelli, facendo uso di kalashnikov, fucili e revolver procurati da Messina Denaro stesso; qualche tempo dopo però il boss Salvatore Riina fece tornare il gruppo di fuoco perché voleva che l'attentato a Falcone fosse eseguito diversamente. Nel luglio 1992 Messina Denaro fu tra gli esecutori materiali dell'omicidio di Vincenzo Milazzo (capo della cosca di Alcamo), che aveva cominciato a mostrarsi insofferente all'autorità di Riina; pochi giorni dopo, Messina Denaro strangolò barbaramente anche la compagna di Milazzo, Antonella Bonomo, che era incinta di tre mesi: i due cadaveri furono poi seppelliti nelle campagne di Castellammare del Golfo. In seguito, Messina Denaro fece anche parte del gruppo di fuoco che compì il fallito attentato al vicequestore Calogero Germanà a Mazara del Vallo (14 settembre 1992)

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